Copenhagen Inspiration: Smushi!


Copenhagen Inspiration: Smushi!

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L’argomento Smushi mi è davvero caro. Me ne sono appassionata fin dal primo momento in cui sono venuta a conoscenza di queste piccole creazioni fusion, in una fuga dalla quotidianità nella bellissima città di Copenhagen.

Ebbene sì, l’idea di fondere Smørrebrød danese e sushi giapponese in un solo elemento nasce dal brillante guizzo di un locale diventato ormai un’istituzione: il Royal  S m u s h i  Cafè di Copenhagen.

Per scovare il Royal Smushi Cafè dalla Nikolaj Plads bisogna imboccare la via dello shopping Amagertorv Stroget, passare accanto alla prestigiosa gioielleria Georg Jensen ed entrare in un piccolo cortile del palazzo della Royal Copenhagen, l’antica fabbrica delle rinomate porcellane. Qui troverete un localino molto accogliente che della sua invenzione ha fatto una fortuna.  Impazzirete scegliendo fra la ricca selezione di tè, splendidi cappuccini e cioccolate calde, torte da far perdere la testa e naturalmente Smushi a volontà. Tutti li vogliono, tutti cercano un piccolo angolo di pace in cui sedersi e gustare questa sorta di tartine capaci di fondere tradizione e innovazione, Oriente e Occidente, gusto nordico e fascino nipponico.

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Si parte da una base di pane nero e si prosegue in verticale nella costruzione, con l’utilizzo di carne o pesce, crudo o marinato. Il piatto tipico della tradizione gastronomica danese fatto di pane di segale imburrato,  lo smørrebrød, si rimpicciolisce e si arricchisce di nuovi ingredienti che seguono la fantasia dello Chef.

Ho pensato che riproporre da Moki gli Smushi in chiave trentina non sarebbe stata una cattiva idea. E’ così che abbiamo iniziato a sperimentare, creando delle tapas davvero appetitose ed invitanti, come quelle qui di seguito. Riproporle non è per niente difficile, basta seguire qualche semplice dritta: pane nero da tagliare a rondelle o quadratini, formaggio fresco da aromatizzare con erbette, pesce crudo o marinato. Ed il gioco è fatto!

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

  • Smushi con trota iridea marinata, uova di trota e  formaggio fresco (tipo Philadelphia) al cren (semplicissimo: prendete qualche cucchiaiata di Philadelphia e mescolatela assieme ad una grattugiata di radice di cren, detto anche rafano o barbaforte).
  • Smushi con burro aromatizzato al finocchietto (ammorbidite il burro e montatelo con uno sbattitore aggiungendo del finocchietto fresco, a vostro piacere), salmerino marinato (o salmone, o trota salmonata) e finocchio fresco tagliato sottile sottile.
  • Smushi Veggie: Noi abbiamo aggiunto anche la variante vegetariana con formaggio caprino fresco, marmellata di rapa rossa (la marmellata si prepara con della rapa rossa sia cruda che cotta – quella che trovate al banco frigo del supermercato sottovuoto –  per avere due consistenze diverse. Aggiungete poi zucchero, aceto e un pizzico di sale. In pentola, a fuoco medio, iniziate a caramellare le rape tagliate a julienne fino a quando non otterrete la consistenza desiderata) e gheriglio di noce.

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  • Per quanto riguarda il pane nero, base per smushismørrebrød,  lo potete trovare in panificio oppure potete prepararlo voi stessi. L’importante è che il pane sia tostato e non risulti morbido, di forma quadrata o circolare.
  • Per il pane nero fatto in casa occorrono: 200 gr di farina 0 o manitoba, 300 gr di farina di segale integrale, 300 gr di acqua, 1/2 cubetto di lievito, 1 cucchiaino di sale, 1 cucchiano di miele.
    Procedimento: unite le due farine e create una fontana in una ciotola, aggiungete l’acqua con miele e lievito di birra sciolti. Aggiungete il sale e iniziate ad impastare per qualche minuto. Lasciate lievitare 1 ora, poi impastate nuovamente e formate due filoni corti. Con un coltello affilato o una lametta incideteli in lungo, profondamente. Spennellate con un’emulsione di acqua e olio della stessa quantità e adagiate su una teglia foderata di carta da forno.
    Fate lievitare un’altra ora. Riscaldate il forno a 250° dove avrete riposto una ciotolina di acqua per creare umidità. Infornate per 10 minuti a 250° e abbassate a 180°per altri 35/40 minuti.

Trovare Smørrebrød a Copenhagen è come cercare un piatto di pasta al ragù in qualsiasi nostra città . Ovunque lo propongono, ovunque ne sperimentano le varianti, ma solo il Royal Cafè è giunto a questa soluzione.

Però voglio segnalarvi, dato che siamo sull’argomento, un ristorante in cui lo smørrebrød è davvero una delizia: Almanak. Cucina danese contemporanea da gustare  in uno spazio di archeologia industriale sapientemente ristrutturato con gusto minimal e curatissimo nei dettagli, all’interno dello storico edificio della dogana in stile Art Déco. La struttura, lunga e stretta, si affaccia sul fronte mare con una serie di ampie vetrate. Qui Claus Meyer, padre fondatore della Nuova Gastronomia Nordica e Niels Lan Doky, pianista di fama mondiale, leggenda del jazz danese e produttore, hanno deciso di unire le forze per dare vita ad un nuovo jazz club: lo Standard, all’interno di cui si trova il ristorante Almanak.

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Dato che siamo sull’argomento Copenhagen, tanto vale segnalarvi qualche posticino carino da visitare.

Uno di questi è Franky Market, un negozio di abbigliamento e insieme caffè, perfetto per una breve sosta rigenerante. Qui ordinare matchalatte è routine quotidiana, magari sfogliando Vogue e riflettendo sul da farsi. Ottimi anche smoothies e succhi biologici.

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Per provare cucina vietnamita, ma di quella buona davvero, vi consiglio di prenotare (prenotare a Copenhagen è d’obbligo, ve lo garantisco! Ecco perché trovo molto comoda la prenotazione online) da LêLê, nel vivace quartiere Vesterbro. Ambiente piacevole, personale gentilissimo, luce soffusa. Tutto ciò che serve per godersi la cena.

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Un tempo zona a luci rosse, oggi Vesterbro è un’area emergente e piena di vita della città. Qui, come a New York, domina il Meatpacking District, ex mattatoio della capitale danese, oggi uno dei luoghi più fighi della città, tra gallerie d’arte, pub e ristoranti per food lovers. Spazio polivalente e creativo, il Meatpacking si è trasformato in uno dei punti di riferimento culturali e gastronomici  di Copenhagen. All’interno dell’area non potrete non notare Fiskebaren, con le sue pareti di mattonelle del mattatoio preesistente e oggetti di design molto originali. Il menù è quasi esclusivamente a base di pesce, mentre la sala è caratterizzata da un immenso acquario al cui interno troverete anche stravaganti meduse. Se si prenota per tempo (non è stato il mio caso) da quanto ho capito ci si può sedere e mangiare proprio intorno a questa attrazione. La cucina è cura di uno chef che in passato ha lavorato con RenéRedzepi: Anders Seller.

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Copenhagen è bellissima. Senza troppi giri di parole. Racchiude in sè una costante trasformazione che coinvolge ogni angolo della città, tra vecchio e nuovo, antico e contemporaneo. Rigorosa e aperta alle novità, nulla è lasciato al caso. Si sta attenti, qui, ad ogni cosa. Candele accese anche per un semplice caffè, design nella testa di ognuno. L’atmosfera è quella di una grande casa accogliente, tra camini che ardono e riscaldano e il bello di camminare ovunque.

Piccolissimo caffè a Strøget, nel cuore cittadino

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Panorama visto da Copenhagen Opera House

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Galleria Mikael Andersen, Bredgade 63, København

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Charlottenborg Palace

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Parco del Design Museum

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Voglia di partire? Io vi aspetto nel frattempo da Moki per assaggiare i nostri Smushi. Giovedì 10 marzo, dalle 18.00, per l’inaugurazione della mostra di Giulia Tamanini e Alessandro Toller “CORRISPONDENZE“.

Link utili: Wanderlust, Ragout Food

 

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