A casa di A Cup of Moki


A casa di A Cup of Moki

Ho agito d’impulso, senza pensare troppo al contenuto e muovendomi con il mio solito istinto ho focalizzato l’attenzione sull’ambiente a me più caro, il mio porto sicuro: casa.

Il gelso piantato dal papà per la mia nascita, i fiori di lillà che sono sbocciati in tutto il loro profumo e la loro bellezza primaverile, il verde acceso che in questi giorni sta prendendo sempre più vigore, una libreria che arrivò a sorpresa in una fredda sera d’inverno e che ritrovai con immensa sorpresa rientrata dal lavoro. E poi teiere venute da lontano, scintillanti e morbide nelle forme, un Buddha di legno regalatoci come protezione e portafortuna in Srilanka dall’amico Roshan, gli innumerevoli libri di cucina raccolti in questi anni e destinati ad essere sfogliati ancora per molto.

La colazione racconta della passione per il pane in cassetta con la marmellata e del tempo che ci prendiamo per incominciare ogni giorno, con una certa dolcezza. L’intensità della storia di Maryam che parla di un Iran ormai passato e della Cucina color zafferano, un libro che mi proietta in un paese che sarà la meta di un prossimo viaggio, uno di quei viaggi tanto desiderati.

A Cup of Moki continua e si arricchisce, ovviamente di ricette vecchie e ricette nuove, di storie di persone che mi hanno accompagnato e che ancora mi accompagnano nel percorso della mia vita, della scoperta di piatti provenienti da ogni dove e di nuove avventure, come la maternità…

Volete sapere quale sarà la prossima destinazione culinaria?

La Polonia con i Pierogi ruskie di Ania!




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