About Me

About Me

Mi chiamo Vera, ho 33 anni e sono cresciuta impastando pasta frolla sul tavolo di Zia Clorinda e osservando nonna Emilia tra pentole e tegami, imparando a dosare la noce moscata negli gnocchi di patate e a guardare la perizia che la nonna metteva in ogni piatto.

Senza saperlo, con il tempo, la cucina è diventata pane per i miei denti. Perché per cinque anni (fino a pochissimo tempo fa) mi sono dedicata alla gestione del mio piccolo bistrot, Moki, che mi ha catapultata all’improvviso in un mondo che conoscevo a singhiozzi ma che giorno dopo giorno mi ha fatta appassionare, riempiendomi il cuore di amore verso la scoperta, verso il cibo, verso le cose buone e genuine, verso le persone sincere.

L’avventura di Moki è giunta al termine ma il blog sarà il proseguo del mio cammino, per narrare storie e raccontare quei viaggi che sono nel mio cuore, quelli passati e i prossimi che verranno. E poi ci sono le ricette e chi mi ha seguito ed è cresciuto con me nella piccola cucina di Moki: il cuoco Marcello, sempre pronto ad accogliere ogni mia sfida e a sperimentare.

Mangio di tutto e provo di tutto (eccetto le lumache). Ho imparato a scegliere, a mettermi in gioco, a tuffarmi nelle avventure, a cadere e rialzarmi. Mi piace provare quel pizzico di euforia come quando ero una bambina e i miei genitori rientravano prima dal lavoro.

Odio la staticità nel vedere le cose sempre al loro posto. Mi piace il cambiamento ma solo nelle cose materiali, sia ben chiaro, non certo nei sentimenti o nei rapporti o nell’amore. Quelli rimangono un’intera vita.

Il mio rito del mattino: aprire la finestra e respirare a pieni polmoni il profumo di casa e la sicurezza che questo gesto comporta. Cinque minuti a giocare con Sonny e via di corsa.
Ho la testa dura, come quella di una nonna che parlava tedesco ed era cocciuta come un mulo . Ho il carattere del papà, un mix di concretezza e fantasia che convivono in un buon equilibrio.
Sono forte e insicura al punto giusto…e orgogliosa… e anche gelosa (anche se credo di non averlo mai ammesso).

Amo viaggiare, o meglio, amo quei viaggi che potrei fare solo con mio marito. All’improvviso. Viaggiare in due, da sempre, nel mondo o nella mia mente, perché da quindici anni lui mi accompagna e mi tiene per mano.

Adoro quell’ordine apparente che fa tanto dannare Salvatore (perché sì, devo dargliene atto, ho il potere di far sparire ogni cosa mi capiti sotto mano per poi dimenticarmi l’istante dopo dove sia stata messa).

Vivrei di colazioni lunghe intere giornate, quando l’odore del caffè arriva fino in camera da letto.
L’arte mi fa riflettere. Quando rido piango ininterrottamente. Perché non c’è cosa più bella che ridere a crepapelle. Sono felice della mia famiglia. Custodisco i ricordi con un pizzico di gelosia. Forse sono anche un po’ nostalgica. Odio la banalità di chi non cambia idea, di chi non prova , di chi si prede troppo sul serio.

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